{"id":175,"date":"2020-11-08T10:52:00","date_gmt":"2020-11-08T09:52:00","guid":{"rendered":"https:\/\/futuredem.org\/?p=175"},"modified":"2021-11-05T10:53:33","modified_gmt":"2021-11-05T09:53:33","slug":"smart-working-una-grande-occasione-per-il-paese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/futuredem.org\/index.php\/2020\/11\/08\/smart-working-una-grande-occasione-per-il-paese\/","title":{"rendered":"Smart working: una grande occasione per il Paese"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>A cura di Alessandro Scavo<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli ultimi tempi, lo <em>smart working<\/em> \u00e8 divenuto l\u2019epicentro del dibattito lavorativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La pandemia ha avuto quantomeno l\u2019effetto positivo di portare a una decisiva presa di coscienza che lo <\/strong><strong><em>smart<\/em><\/strong><strong> esiste e pu\u00f2 funzionare su larga scala, comportando grandi benefici per l\u2019ambiente, la qualit\u00e0 della vita delle persone, la stabilit\u00e0 affettiva ed emotiva.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Soprattutto, questa pu\u00f2 essere una grande occasione per il Paese per aumentare la propria produttivit\u00e0 e dare una svolta alla questione meridionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>1. Quali caratteristiche deve avere lo <\/strong><strong><em>smart working<\/em><\/strong><strong> per essere efficace?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima di parlare dei benefici che pu\u00f2 portare lo <em>smart working<\/em>, \u00e8 opportuno darne una definizione. Iniziamo dicendo che in Italia, ad oggi, a causa di una normativa colpevolmente lacunosa, si parla prevalentemente di telelavoro e non di vero e proprio SMW.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infatti, se nel primo rimangono alcuni parametri \u201cfissi\u201d, come nel lavoro in sede (orari rigidi e prestabiliti, prevalenza nella valutazione delle ore effettuate sul risultato etc.) nel secondo, invece, questi dovrebbero venir meno, collegando la prestazione a una serie di obiettivi e risultati ben definiti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ovviamente, lo stesso <em>smart<\/em> pu\u00f2 essere implementato in modo efficace solo nei settori che, per il livello di dematerializzazione e\/o tecnologico, consentono effettivamente al lavoratore di eseguire correttamente la propria prestazione ovunque lui voglia. Quindi, chiaramente, nel terziario potrebbe trovare terreno fertilissimo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo <em>smart<\/em>, inoltre, dovrebbe avere una caratteristica fondamentale e imprescindibile, spesso disattesa dal 90% delle aziende italiane: in sede si dovrebbe andare quando si vuole. Molte imprese, infatti, stanno adottando delle forme ibride: <em>smart working<\/em> per pochi giorni alla settimana, il resto in sede. Questa modalit\u00e0 non consente al lavoratore di organizzarsi liberamente, scaricando per di pi\u00f9 sul lavoratore stesso l\u2019aumento dei costi e dell\u2019instabilit\u00e0 emotiva che una vita in questo \u201climbo\u201d produce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Perch\u00e9 lo <\/strong><strong><em>smart<\/em><\/strong><strong> abbia benefici effettivi sulla societ\u00e0, quali, ad esempio, miglioramento complessivo della qualit\u00e0 della vita, rientro al sud, scelta del luogo di residenza in base al proprio stipendio, diminuzione del traffico, maggiore stabilit\u00e0 emotiva della popolazione, il lavoro a distanza deve essere consentito per il maggior numero di giorni consecutivi possibile.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La presenza in sede, che comunque deve essere prevista, deve essere organizzata a seconda delle esigenze del lavoratore. Chiedere ai lavoratori una presenza, ad esempio, per 2 giorni alla settimana significa comunque costringerli a vivere nella stessa citt\u00e0 dove \u00e8 ubicata la sede stessa, genera traffico e inquinamento, impedisce soprattutto ai pi\u00f9 giovani di tornare al Sud e di fare progetti a medio lungo termine. Inficia anche la produttivit\u00e0, in quanto diminuisce la serenit\u00e0 del lavoratore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul punto, appare necessario un intervento legislativo che faccia chiarezza su questi temi delicati e dia effettiva tutela ai lavoratori. Lo <em>smart<\/em> non deve pi\u00f9 essere una gentile concessione delle dirigenze, ma un diritto del lavoratore effettivamente esercitabile nei modi e nelle forme pi\u00f9 consone. \u00c8 ora che tutti i soggetti, anche i detrattori, prendano atto che lo <em>smart working<\/em> esiste e va regolato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>2.<\/strong> <strong>Lo <em>smart working <\/em><\/strong><strong>\u00e8 la grande occasione per risolvere la questione meridionale?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In tutta Italia si parla dei giovani come la speranza per il futuro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Al Sud, purtroppo, i giovani e la generazione che li ha preceduti sono stati la speranza mancata per la rinascita. Sono la generazione nomade, la generazione del \u201cpacco da gi\u00f9\u201d, dello zaino e del trolley sempre pronti, dell\u2019\u201duniversit\u00e0 fuori\u201d, del lavoro all\u2019estero, al nord e\/o nelle grandi citt\u00e0. La speranza di altri, certo, ma non del Sud che li ha cresciuti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A differenza delle generazioni precedenti, in cui l\u2019emigrazione coinvolgeva prevalentemente fasce della popolazione a basso tasso di scolarizzazione e di valore aggiunto produttivo, negli ultimi anni si \u00e8 assistito a un flusso emigratorio radicalmente diverso, che ha coinvolto prevalentemente soggetti a elevato tasso di scolarizzazione e figure lavorative ad alto valore aggiunto, specie nelle professioni intellettuali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo ha comportato non solo un ulteriore impoverimento economico del Sud, ma anche una diminuzione del livello culturale e di spinta all\u2019innovazione.<strong> In buona sostanza \u00e8 venuta meno quella \u201cmassa critica\u201d funzionale allo sviluppo non solo di un tessuto imprenditoriale florido, ma anche di un sostrato politico di base fatto di associazionismo, di laboratori di idee e di crescita.<\/strong> Ci\u00f2 a vantaggio delle grandi citt\u00e0, specie del Nord.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno <em>smart working<\/em> effettivo, consentirebbe a molti ragazzi di tornare a vivere al Sud, spendere l\u00ec le proprie risorse economiche e intellettuali e contribuire alla sua crescita. Sarebbe una vera e propria rinascita economica, senza aiuti a pioggia come in passato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>3.<\/strong> <strong>I benefici dello <em>smart working<\/em><\/strong><strong> su ambiente e qualit\u00e0 della vita<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo smart dovrebbe essere voluto non solo dai ragazzi desiderosi di tornare al Sud, ma anche da tutti coloro che abitano nelle grandi citt\u00e0. Spesso infatti le vediamo congestionate, piene di traffico, con gravi problemi di inquinamento e un costo della vita totalmente sproporzionato agli stipendi medi. Infine, anche le aziende potrebbero trarne grande vantaggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Potenziare fortemente lo <em>smart working<\/em> consentirebbe alle aziende di aumentare la soddisfazione e la produttivit\u00e0 dei lavoratori.<strong> <\/strong>Le imprese vedrebbero anche diminuire le proprie spese, atteso che, anche riconoscendo al lavoratore un piccolo contributo per le utenze, in ogni caso diminuirebbero i costi di gestione delle sedi, che, in citt\u00e0 grandi, hanno parametri molto elevati in relazione al singolo mq. Il <em>team working<\/em> e il <em>team building<\/em> non ne risentirebbero: vi \u00e8 molta pi\u00f9 solidariet\u00e0 tra i colleghi in <em>smart<\/em> che non quando si \u00e8 in sede (dipender\u00e0 da una maggiore serenit\u00e0?). <strong>Dal momento che in <\/strong><strong><em>smart working<\/em><\/strong><strong> ognuno sceglie l\u2019ambiente pi\u00f9 congeniale per ottenere i risultati migliori, anche la produttivit\u00e0 e il livello di concentrazione aumentano.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vi \u00e8 poi la grande questione demografica. In Italia si fanno meno figli soprattutto perch\u00e9 i nostri giovani faticano a costruire una stabilit\u00e0 economica e familiare. <strong>Una redistribuzione di abitanti in favore del Sud e dei piccoli centri, dove le abitazioni costano meno e magari si pu\u00f2 contare su di un welfare familiare, renderebbe la scelta di mettere al mondo dei figli&nbsp; sicuramente pi\u00f9 semplice ed economicamente sostenibile.<\/strong> In aggiunta, i genitori in <em>smart<\/em> riescono a conciliare meglio i tempi vita-lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul fronte economico, molto importante \u00e8 la vocazione turistica dell\u2019Italia. Tantissimi vogliono visitarla e molti vorrebbero viverci. Come hanno fatto alcuni Paesi (Croazia e Bahamas su tutti), <strong>potremmo sfruttare lo <\/strong><strong><em>smart working<\/em><\/strong><strong> per destagionalizzare il turismo<\/strong> e favorire il pi\u00f9 possibile tutti i lavoratori esteri che vogliono trasferirsi in Italia, mantenendo la propria attuale occupazione in modalit\u00e0 <em>smart working<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Redistribuire la ricchezza e il lavoro su tutto il territorio nazionale, consentendo anche di contrastare fenomeni di spopolamento in corso, da un lato consentirebbe un maggior controllo e una miglior gestione del territorio, dall\u2019altro, consentirebbe di diminuire il rischio connesso&nbsp; alla concentrazione della maggior parte della ricchezza in una sola area.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Per fare tutto questo, per\u00f2, serve coraggio.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Serve il coraggio di rivedere gli schemi produttivi delle aziende e di cambiare la mentalit\u00e0 dei loro leader. Serve il coraggio di incentivare le imprese a modernizzarsi e a mettere al centro il benessere del lavoratore. Serve il coraggio e la forza di investire in connettivit\u00e0, infrastrutture (soprattutto tecnologiche) e promozione del territorio. Serve il coraggio di legiferare e prendere decisioni capaci di guardare oltre l\u2019emergenza contingente, soprattutto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma \u00e8 la nostra occasione. E <strong>dobbiamo essere coraggiosi, per far s\u00ec che la speranza divenga realt\u00e0 e che il nostro Paese finalmente si modernizzi e diventi pi\u00f9 equo, vivibile e funzionale.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p class=\"qua-blog-post-description\">A cura di Alessandro Scavo Negli ultimi tempi, lo smart working \u00e8 divenuto l\u2019epicentro del dibattito lavorativo. 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