{"id":304,"date":"2021-08-10T15:15:00","date_gmt":"2021-08-10T13:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/futuredem.org\/?p=304"},"modified":"2021-11-08T15:18:00","modified_gmt":"2021-11-08T14:18:00","slug":"le-classi-pollaio-un-problema-sempre-attuale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/futuredem.org\/index.php\/2021\/08\/10\/le-classi-pollaio-un-problema-sempre-attuale\/","title":{"rendered":"Le &#8220;classi pollaio&#8221;: un problema sempre attuale?"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00c8 attualmente in corso un grande dibattito sulla ripartenza della scuola in presenza e in sicurezza: una priorit\u00e0 che va perseguita con la massima determinazione. Proprio in questa direzione va il decreto legge emanato da pochissimo, il 6 agosto.<br><br>Nei prossimi mesi sar\u00e0 importante cogliere la sfida della riorganizzazione imposta dalla pandemia, per provare a risolvere in modo strutturale alcune grandi problematiche, prima fra tutte quella del <strong>sovraffollamento delle classi<\/strong>. La questione ha costituito un problema cruciale fin dai primi tentativi di ritorno in presenza: un numero cos\u00ec alto di studenti nelle aule italiane, com\u2019\u00e8 ovvio, impedisce di garantire un appropriato distanziamento tra i banchi, nonch\u00e9, pi\u00f9 in generale e da prima della pandemia, una didattica personalizzata e attenta ai bisogni di ciascuno.<br><br>Numerosi tentativi di riforma della scuola hanno provato a intervenire su questo fronte, in favore di una <strong>didattica pi\u00f9 personalizzata e a piccolo gruppo che favorisse un apprendimento pi\u00f9 significativo<\/strong>, ma questo resta ancora un obiettivo ambizioso. Un obiettivo il cui raggiungimento potrebbe forse essere agevolato da un uso intelligente e integrato dei dispositivi digitali, ma che appare ancora di difficile realizzazione proprio in considerazione di aule scolastiche che contano decine di studenti.<br><br>La relazione educativa, per potersi instaurare in modo autentico, ha bisogno che le persone e i collettivi (la scuola, la classe, il gruppo genitori) siano messi al centro dell\u2019esperienza formativa. Questo significa <strong>dare valore a ogni singolo componente della comunit\u00e0 scolastica<\/strong>, ascoltarne le aspirazioni e i desideri, fornire gli strumenti per poterli raggiungere e garantire formazione. In un tempo di esplosione di nuove diseguaglianze &#8211; che richiede un piano straordinario per ridurre il pi\u00f9 possibile i divari strutturali che caratterizzano la societ\u00e0 &#8211; e di emergenza psicologica &#8211; che rende sempre pi\u00f9 urgente la necessit\u00e0 di ascoltare maggiormente le persone e i loro bisogni &#8211; un piano per <strong>portare in modo permanente il numero di studenti per classe sotto quota 20<\/strong> pare non pi\u00f9 rimandabile.<br><br>Questa sfida pone certamente un tema di spazi, che non si risolver\u00e0 se non smetteremo di relegare la formazione ai tradizionali luoghi del sapere: su questo punto, il Piano Scuola prova a dare una prima risposta, che, se portata avanti nel lungo periodo, potrebbe condurre all\u2019individuazione in ogni territorio di numerose strutture, anche dismesse, da poter ripensare per ospitare le attivit\u00e0 scolastiche. In questo quadro, anche il digitale dovr\u00e0 essere ripensato e integrato: si consideri che persino i pi\u00f9 prestigiosi atenei del mondo prevedono un passaggio strutturale a un&#8217;offerta formativa mista al 50% (fonte 2021 edX Impact Report).<br><br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p class=\"qua-blog-post-description\">\u00c8 attualmente in corso un grande dibattito sulla ripartenza della scuola in presenza e in sicurezza: una priorit\u00e0 che va perseguita con la massima determinazione. Proprio in questa direzione va il decreto legge emanato da pochissimo, il 6 agosto. 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