Future Post

Per un grande piano infrastrutturale nel Mezzogiorno

Il superamento dell’emergenza sanitaria globale deve essere la priorità assoluta, ma al contempo è fondamentale interrogarsi sull’inevitabile rallentamento dell’economia globale. Occorre un piano di investimenti pubblici europei in infrastrutture civili e tecnologiche e al contempo nuove politiche sociali e per la ricerca, al fine di fornire una risposta occupazionale immediata e avviare un processo di crescita sostenibile.

La “Coronavirus Response Investment Initiative” è un primo strumento che va in quella direzione e ci permetterà utilizzare le risorse non spese dei Fondi strutturali e di investimento europei, altrimenti automaticamente disimpegnate, per implementare la spesa sanitaria nella lotta al Covid-19 (acquisto attrezzature ospedaliere, DPI, ventilatori) e sostenere le piccole e medie imprese in queste settimane difficili.

Tale scelta però, non può tradursi in una distrazione prolungata di spesa e d’impegno degli strumenti della politica di coesione e dello sviluppo regionale a favore delle regioni più industrializzate, altrimenti le disuguaglianze nel nostro Paese rischiano di diventare più profonde, a cominciare dal divario Nord-Sud. Questo fenomeno va arginato subito con una vasta strategia per il rilancio degli investimenti e la crescita del Mezzogiorno.

È necessario intervenire anche sul piano normativo: è, infatti, indispensabile una revisione organica del Codice dei contratti pubblici e si devono studiare modalità appropriate con cui applicare più diffusamente il modello già utilizzato per la ricostruzione del ponte Morandi a Genova.

Non è poi più rimandabile un grande piano per ridurre le distanze fisiche: da un lato potenziando la rete ferroviaria e velocizzando i servizi, dall’altro migliorando la mobilità interna al Mezzogiorno, con particolare riferimento al trasporto pubblico locale e alle filiere della logistica.

Siamo convinti che dalla tenuta economica e sociale del Mezzogiorno passi la ripresa dell’intero Paese da questa emergenza sanitaria.

Per una DaD più coraggiosa

L’epidemia ha messo a dura prova il sistema formativo italiano. Se anche in questa emergenza la scuola sta resistendo, facendo sentire la sua presenza a milioni di studenti, lo dobbiamo ai docenti, agli educatori, ai tecnici, ai genitori che hanno accettato con coraggio la sfida di imbastire in pochi giorni una didattica a distanza su cui il nostro Paese non ha mai fatto un investimento strutturale e su cui porta un ritardo di quasi 10 anni.

Quella che è in campo in questi giorni è una didattica a distanza “di emergenza”, con tutti i limiti di una situazione imprevista e difficile. Non tutti sanno usare gli strumenti informatici; alcune famiglie non hanno le risorse per poter far accedere i figli alle lezioni; gli alunni con sostegno non riescono a essere seguiti come meriterebbero.

Il Governo deve proseguire nel suo importante impegno volto a colmare queste diseguaglianze: investimenti per l’acquisto di device, implementazione delle piattaforme esistenti, formazione del personale docente. Questa inoltre potrebbe essere l’occasione per fare passi avanti decisivi nei campi del riconoscimento dell’educazione non formale e della costruzione di una infrastruttura pubblica digitale permanente di supporto alle attività didattiche a distanza, che noi FutureDem auspichiamo sin dal 2018.

Gli studenti possono dare un contributo straordinario all’Italia in questo momento difficile, facendo la propria parte: rimanendo a casa, senza però rinunciare ad ampliare i propri orizzonti. Si continui a lavorare per metterli in condizione di farlo al meglio e, quando questa crisi sarà finita, avremo un patrimonio meraviglioso di conoscenze e curiosità da mettere a disposizione della rinascita del Paese.

Crisi da Coronavirus. UE e BCE sulla buona strada, ma si può fare di più

La crisi del Coronavirus avrà un impatto devastante sull’economia italiana ed europea. L’Italia e l’Unione Europea possono farvi fronte solo tramite il pieno assorbimento fiscale delle contro misure, il che presuppone come imperativo categorico il contenimento dei costi di finanziamento dei singoli Stati membri alle prese con un grave shock esogeno. È necessario un forte coordinamento tra le autorità fiscali e la Banca centrale per avviare misure immediate per ridare fiducia agli agenti economici e stabilizzare il mercato.

In questi primi giorni a livello europeo si sono intraprese delle iniziative opportune, a cominciare dall’Eurogruppo di lunedì che ha messo in campo risorse immediate per l’1% del PIL europeo e garanzie statali per un valore pari al 10% del PIL europeo. L’Eurogruppo ha anche proposto la sospensione del Patto di stabilità per tutti i costi connessi alla crisi (quindi non solo per l’emergenza sanitaria, ma anche i costi degli ammortizzatori sociali e il mancato gettito fiscale). La Commissione europea ha introdotto una nuova disciplina per favorire il supporto pubblico alle aziende in difficoltà rivedendo la normativa in tema di aiuti di Stato, mentre la Banca Centrale Europea ha potenziato gli strumenti di liquidità per le banche (LTRO) e le risorse disponibili per l’acquisto di titoli sul mercato secondario (QE). Ha inoltre di fatto stanziato 1100 miliardi per l’acquisto staordinario di titoli (750 miliardi, oltre ai 240 che stanziati lo scorso anno da Mario Draghi e ai 120 stanziati la scorsa settimana) per i prossimi 10 mesi, eliminato la soglia del 33% per l’acquisto di ogni singola emissione ed eliminato il limite costituito dalla percentuale detenuta dai singoli Stati nel capitale della Banca centrale agli acquisti di titoli di quegli stessi Stati.

È imperativo garantire la sostenibilità del debito pubblico che è destinato a crescere nei prossimi mesi se non anni. Per farlo occorre contenere i costi di finanziamento dei Paesi membri: solo in questo modo sarà possibile creare lo spazio fiscale necessario per combattere la crisi.

Oltre alla politica monetaria, che molto ha fatto in questi anni, la politica fiscale deve fare la sua parte: l’Eurogruppo deve permettere l’accesso al sostegno del Meccanismo di Stabilità Europeo senza condizionalità e anche quando il mercato dei capitali rimane aperto al Paese che ne fa richiesta se lo è a dei tassi non conciliabili con la sostenibilità del debito pubblico. Oltre al MES, solo risorse comuni possono finanziare una risposta comune: l’eurozona deve valutare l’emissione di eurobonds garantiti congiuntamente dagli Stati membri perché la crisi coinvolgerà tutti e non si deve procedere in ordine sparso. Solo cosi sarà possibile raccogliere le risorse necessarie per far fronte alla crisi ed evitare nefaste dinamiche macroeconomiche pro-cicliche.  

Emergenza Covid

L’emergenza sanitaria causata dal COVID-19 è una prova durissima per il nostro Paese, che investe con forza innanzitutto il piano della salute, ma produce tanti altri effetti: le ripercussioni economiche, le preoccupazioni in tema di lavoro, le angosce delle famiglie, la tenuta psicologica dei cittadini.

Tutti siamo chiamati a rispondere con senso di responsabilità e a osservare le indicazioni del Governo, della Protezione civile e delle Regioni per contenere il più possibile la diffusione del contagio.

Siamo grati a tutti coloro che in questo momento difficile sono in trincea come il personale sanitario, le forze di polizia e chi ha determinati ruoli pubblici, così come a chi deve uscire di casa per garantire un servizio essenziale oppure ancora sta facendo la propria parte in farmacia, al supermercato, in fabbrica o magari a casa.

Noi FutureDem abbiamo fatto da tempo la “scelta di vita” di portare avanti un impegno pubblico, investendo una parte importante del nostro tempo e delle nostre energie per la collettività: anche in questa situazione, senza grandi retoriche, continueremo a far sentire la nostra voce attraverso i canali dell’associazione, cercando di arrivare anche a qualcuno che vuole spendere un po’ di tempo per approfondire o distrarsi…

Oggi è il 17 marzo e si ricorda l’unità di Italia. In questi 159 anni il nostro Paese ha affrontato tante difficoltà, sapendo spesso reagire con energia, capacità e orgoglio: saprà farlo anche questa volta, se ciascuno farà la propria parte.